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Il maresciallo Caruso riceve dai superiori uno strano compito: quello di recarsi a Frassinoro per accompagnare in pretura a Pavullo Silvio Tazzioli (più noto come lo Stregone della Canalaccia) che dovrà rispondere di abuso dell'arte medica. L'incarico è stato affidato a Caruso perché risulta essere l'unico carabiniere bene accetto dallo Stregone, che disdegna gli uomini in divisa quanto i medici che gli fanno la guerra. Tra il maresciallo e lo Stregone si crea da subito una forte corrente di simpatia, che aumenterà col progredire della loro reciproca conoscenza. Lo stesso giorno in cui Caruso giunge a Frassinoro, una donna che andava a funghi si imbatte nel cadavere di uno sconosciuto su una riva del torrente Canalaccia, attorno a cui circola un'aria di mistero. Chi è? Da dove viene? Gli inquirenti sospettano che sia rimasto vittima di un omicidio e il primo su cui appuntano i loro sospetti è lo Stregone, perché numerosi sono gli indizi contro di lui. I lettori conosceranno la verità assai prima del maresciallo Caruso (che affianca il collega Rizzo comandante della locale stazione dei carabinieri) e si domandano se, come e quando anche i custodi della legge arriveranno a scoprirla. Altri personaggi restano coinvolti nel grave fatto di sangue. Uno dei più compromessi è il medico condotto del paese, dottor Alberto Lamis, e una parte rilevante l'avrà anche la sua giovane e bella assistente, Sandrina.