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Dalle polverose strade della Gerusalemme del I secolo alla maestosa cappella gotica della Cattedrale di Valencia, il Santo Calice rappresenta uno dei più grandi enigmi della cristianità. Questo libro non è solo una cronaca di spostamenti geografici, ma un'indagine antropologica profonda sul bisogno umano di toccare il sacro attraverso la materia.
L'opera ricostruisce il viaggio millenario della reliquia: la presunta custodia a Roma da parte di San Pietro, il salvataggio durante le persecuzioni di Valeriano grazie al diacono San Lorenzo, e il lungo rifugio tra le vette dei Pirenei aragonesi, nel monastero di San Juan de la Peña.
Attraverso un'analisi dei dati archeologici (come la coppa in agata corniola datata all'epoca ellenistico-romana) e lo studio delle tradizioni orali, l'autore decostruisce il confine tra fede e leggenda. Il testo esplora come il Calice sia passato dalle mani di re, come Alfonso il Magnanimo, a oggetto di venerazione universale, analizzando l'impatto culturale che il mito del Graal ha avuto sull'immaginario collettivo dell'Europa medievale e moderna.
Un viaggio tra storia, liturgia e simbologia per scoprire se quel calice di pietra scura sia davvero il testimone silenzioso dell'Ultima Cena o il più affascinante manufatto della nostra memoria culturale.